Il Biometano: Stato dell'Arte e Prospettive 2025
STUDIO IUDICE, attraverso la divisione energia CHEMPOWER, opera nello sviluppo, progettazione, direzione lavori e collaudi di impianti per la produzione di Biometano, BioGNL e prodotti derivati. Avvalendosi di una rete di collaboratori qualificati, CHEMPOWER segue l'intera filiera: dalla ricerca dei siti e dai servizi connessi, fino alla realizzazione degli impianti, inclusi gli allacci alla rete gas nazionale e la realizzazione di stazioni di distribuzione per la vendita di GNC e/o GNL.
STUDIO IUDICE si propone come società d’ingegneria di riferimento per investitori istituzionali e imprese di costruzione (EPC).
Quadro Aggiornato: Perché Investire nel Biometano
Investire nel settore del biometano è estremamente strategico, con una redditività in crescita grazie al nuovo quadro normativo europeo (Fit for 55, REPowerEU) e italiano. La produzione di BioGNL (biometano liquefatto) rappresenta oggi la frontiera più avanzata, essendo l'unica soluzione praticabile per la decarbonizzazione del trasporto pesante, navale e dei settori industriali "hard-to-abate" (difficili da elettrificare).
L’incentivazione per la produzione di biometano (ex D.M. 2 marzo 2018, ora integrato e aggiornato dal D.M. 15 settembre 2022 e dalle nuove regole del GSE) offre significative opportunità per il territorio e l’ambiente, realizzando un modello virtuoso di economia circolare.
L’alimentazione degli impianti di Biometano proposti da STUDIO IUDICE è garantita da grandi fornitori di biomasse costituite da scarti agricoli, zootecnici e di macellazione, organizzati in consorzio tecnicamente diretto dallo stesso STUDIO IUDICE, garantendo la tracciabilità e la sostenibilità richiesta dalle nuove normative.
Biometano: Definizione e Normativa Aggiornata
Il Biometano è gas metano naturale e rinnovabile, derivato dal processo di purificazione (upgrading) del biogas. A livello normativo, la definizione base è ancora quella dell’articolo 2 del D. Lgs 28/2011, ma il meccanismo di supporto è oggi regolato da provvedimenti più recenti.
Novità normativa (2022-2025):
Il vecchio D.M. 2 marzo 2018 è stato sostituito e potenziato dal D.M. 15 settembre 2022 (c.d. "Decreto Biometano"), che ha rifinanziato il settore con risorse del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). L'obiettivo italiano è superare i 2,3 miliardi di metri cubi/anno di biometano entro il 2026, per raggiungere i target REPowerEU di indipendenza energetica.
Utilizzi del biometano
Le possibili destinazioni finali del biometano sono quelle del gas naturale:
- Stazioni di rifornimento (GNC e BioGNL) per autotrazione.
- Cogenerazione (CHP) ad alto rendimento in impianti centralizzati.
- Utenze industriali (calore di processo).
- Immissione in rete per usi civili.
La flessibilità del biometano lo rende energeticamente più efficiente rispetto all'uso diretto del biogas in loco.
Incentivi al biometano: Il Nuovo Decreto (D.M. 2022)
L'attuale sistema di incentivazione per la produzione di biometano è basato sul D.M. 15 settembre 2022, che ha sostituito il precedente D.M. 2018, adeguando il meccanismo agli obiettivi del PNRR e del Green Deal europeo.
Caratteristiche principali del nuovo incentivo (2024-2025):
1) Obiettivi e Budget:
- L'Italia punta a installare una capacità produttiva di oltre 2,3 miliardi di mc/anno entro il 2026, grazie a una dotazione di circa 4,5 miliardi di euro dal PNRR.
- Il decreto incentiva specificamente il biometano avanzato, prodotto prevalentemente da matrici non in competizione con la filiera alimentare (reflui zootecnici, scarti agroindustriali, FORSU).
2) Meccanismi di Incentivazione:
- Tariffa Premium: L'incentivo principale non è più solo il Certificato di Immissione in Consumo (CIC), ma una tariffa fissa (prezzo minimo garantito) determinata tramite procedure competitive (aste o registri). Il produttore riceve un corrispettivo pari alla somma tra il prezzo di vendita del gas e l'incentivo specifico.
- Criteri di Sostenibilità: Obbligo di riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 65% (in alcuni casi il 70%) rispetto al fossile di riferimento, in linea con la Direttiva RED II.
- BioGNL: Il decreto riserva una particolare attenzione al biometano liquefatto, riconoscendone il ruolo cruciale per i trasporti pesanti (TIR e navi).
3) Durata:
- L'incentivo ha una durata tipica di 20 anni per gli impianti di nuova realizzazione (o riconversione).
4) Accesso:
- Per accedere alle tariffe, gli impianti devono entrare in esercizio entro scadenze precise (18-36 mesi dalla concessione), garantendo la celerità degli investimenti.
Il Biogas e la Tecnologia di Produzione (Aspetti consolidati)
(Le seguenti sezioni tecniche rimangono valide, ma vanno contestualizzate nella filiera del biometano)
Il processo di digestione anaerobica trasforma le biomasse in biogas (composto principalmente da metano e CO2).
Caratteristiche e proprietà del biogas
Il biogas grezzo è composto mediamente da:
- 50-80% metano (CH4)
- 15-45% anidride carbonica (CO2)
- Tracce di idrogeno solforato (H2S), ammoniaca e silossani.
I diversi processi di digestione
- Digestione mesofila (circa 35-40 °C) - la più comune.
- Digestione termofila (circa 50-55 °C) - per una resa maggiore e igienizzazione più spinta.
Biomasse utilizzabili
Le matrici incentivabili oggi sono rigorosamente quelle che rispettano la gerarchia dei rifiuti e la sostenibilità:
- Liquami e letami bovini, suini, avicoli.
- Scarti di macellazione (categoria 2 e 3, previo trattamento).
- Residui colturali (paglie, stocchi).
- Sottoprodotti dell'agro-industria (sanse, vinacce, siero di latte).
- FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano).
Nota: L'uso di "colture energetiche dedicate" (es. mais insilato) è fortemente limitato o non incentivato come "avanzato", a meno di non rispettare rigorosi bilanci di sostenibilità.
La disponibilità di biomassa in Italia
Il potenziale italiano resta elevatissimo. Trattare l'intera disponibilità di scarti potrebbe portare a una produzione potenziale di oltre 8 miliardi di m³/anno di biometano, coprendo una quota significativa del fabbisogno nazionale di gas.
Dagli Impianti di Biogas al Biometano: Il Ruolo di CHEMPOWER
Oggi l'obiettivo non è solo produrre biogas, ma trasformarlo in biometano tramite upgrading. La CO2 separata in questo processo (se di origine biogenica) può essere a sua volta catturata e venduta per usi alimentari o industriali (CCU - Carbon Capture and Utilization), generando un ulteriore flusso di reddito.
STUDIO IUDICE – CHEMPOWER segue le fasi chiave:
- Sviluppo e Permitting: Ricerca siti e autorizzazioni.
- Progettazione: Impianti di upgrading (membrane, PSA, lavaggio chimico) e liquefazione per BioGNL.
- Realizzazione: EPC e direzione lavori.
- Connessioni: Allaccio alla rete SNAM e realizzazione di stazioni di rifornimento.
Vantaggi nella realizzazione degli impianti di biometano
- Sicurezza Energetica: Sostituzione del gas naturale importato con produzione locale.
- Decarbonizzazione: Riduzione delle emissioni di CO2 e altri inquinanti (rispetto allo spandimento dei reflui).
- Occupazione: Benefici occupazionali diretti (gestione impianti) e indiretti (filiera logistica).
- Economia Circolare: Produzione di digestato, un fertilizzante organico naturale che sostituisce i concimi chimici, riducendo l'inquinamento da nitrati.
- Gestione Rifiuti: Smaltimento virtuoso di reflui e FORSU.
- CO2 biogenica: Possibile recupero e vendita della CO2 di scarto.
- Redditività: Tempi di ritorno dell'investimento (ROI) competitivi, stimabili in 4/6 anni grazie alle tariffe del nuovo decreto e ai prezzi attuali del gas, con una marginalità stabile per 20 anni.


